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Nacchere
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Le mwbanacchere, dette anche mwbqcastagnette e mwbgcastagnole, (in mwbwspagnolo mwcacastañuelas) sono mwcqstrumenti a percussione di tipo mwcgidiofono con mwcwintonazione indeterminata. Il termine deriva dai vocaboli mwdapersiano mwdqnakar e mwdgarabo mwdwnaqqāra, che significano mweatimpano.cite-ref-1[1]
Sono costituite da due pezzi di mwfglegno a forma di mwfwconchiglia uniti da un cordino. Le più popolari sono quelle a mano da fissare al mwgapollice, che vengono fatte battere l'una contro l'altra tramite un movimento di apertura e chiusura della mwgqmano. Sono uno strumento tipico delle atmosfere popolari spagnole e dell'Italia meridionale.cite-ref-facchin-2-0[2]
Contents
• Storia
• Uso
• Note
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Storia
Le nacchere hanno radici antiche, già nel mwjqIII millennio a.C. si trovavano nell'mwjgantico Egitto strumenti simili fatti di mwjwavorio, legno, osso o metallo che venivano utilizzati per riti sacri o accompagnare le danze. Nella mwkaGrecia e mwkqRoma antiche era usato il mwkgcrotalo, il cui aspetto era più simile alle nacchere rispetto a quello dei suddetti strumenti egiziani. L'origine delle prime nacchere a forma di conchiglia sono incerte, e fonti attendibili indicano che potrebbero essere state create in mwkwSpagna o nell'mwlaItalia meridionale. Sono raffigurate in un affresco dell'mwlqXI secolo in Spagna. Una versione rettangolare a tre elementi con un manico era usata nel XIII secolo dai giocolieri e dai mwlglebbrosi per avvisare la popolazione della loro presenza.cite-ref-facchin-2-1[2]
Una versione simile chiamata mwnaBritsche fu descritta nel 1511 da mwnqSebastian Virdung. Nel XVI secolo le nacchere e la chitarra accompagnavano la danza mwngsarabanda e divennero conosciute in tutta la Francia. Furono suonate nel 1608 per il matrimonio di mwnwCosimo de' Medici. Nel suo mwoaHarmonie Universelle del 1637, mwoqMarin Mersenne sostenne che erano utilizzate in Spagna e ne diede una descrizione dettagliata. In un suo libro del 1722, mwogFilippo Bonanni descrisse uno strumento molto simile alle nacchere moderne. Con gli antichi nomi mwowcastañetas e mwpacastanyoles si diffusero particolarmente in mwpqAndalusia per accompagnare danze tradizionali fino a diventare uno strumento nazionale spagnolo.cite-ref-facchin-2-2[2]
Descrizione
Erano inizialmente fatte da due gusci di noce, ma quelle moderne sono fatte di legno duro come il mwrapalissandro, l'mwrqebano e la mwrggrenadilla, anche se sono diventati sempre più popolari modelli in mwrwbachelite, plasticacite-ref-facchin-2-3[2] e mwtafibra di vetro. Sono fatte a forma di conchiglia o di castagna di dimensioni comprese tra 5x8 cm e 7x10; ogni nacchera è composta da due parti tenute assieme da una cordicella che passa nel foro praticato all'estremità. La stessa cordicella serve per fissarle al pollice o al dito medio (per i ballerini di flamenco). Il tipico suono viene prodotto facendo sbattere tra loro le due parti. È necessario uno studio approfondito dello strumento per imparare i ritmi e acquisire la sensibilità necessaria per produrre il suono ideale.cite-ref-facchin-2-4[2]
Il mwwwtimbro delle nacchere è penetrante, intenso e gradevole, e può arricchire la qualità della composizione soprattutto sotto il profilo del ritmo. Il suono è breve, secco e chiaro, dominato dagli armonici irregolari, risulta quindi impossibile determinarne l'mwxaaltezza. I suonatori di orchestra possono ottenere con le nacchere svariati effetti ritmici come il rullo, e durante i concerti possono usare diversi tipi di nacchere, anche se spesso non hanno il tempo di legarle al dito e usano particolari accorgimenti o versioni alternative.cite-ref-facchin-2-5[2]
In commercio se ne trovano quattro versioni diverse:cite-ref-facchin-2-6[2]
• mwaaA mano, sono quelle classiche da legare al dito. Quelle per la mano destra sono dette femmine, hanno un suono più acuto e si percuotono con mignolo, medio e indice, un dito alla volta. Quelle per la mano sinistra sono dette maschio, servono per dettare il tempo, hanno un suono più grave e si percuotono con medio, anulare e mignolo.
• mwagA manico a tre elementi, un'estremità del manico termina con una spatola fissa e piatta su cui sono legate le due valve mobili a conchiglia. Vi sono diversi modi per suonarle, agitando le mani che impugnano il manico, facendo battere le valve sul ginocchio ecc. Se ne possono usare una sola, una per ogni mano o due incrociate tra loro in una mano.
• mwbaA manico a sei elementi, entrambe le estremità del manico presentano una spatola fissa e su ciascuna spatola sono fissate le due valve a conchiglia.
• mwbgA macchina, le due nacchere, maschio e femmina, sono fissate a una struttura fissa nel punto in cui le valve sono legate tra loro. Vengono suonate percuotendole con le dita o con altre nacchere a manico per ottenere un ritmo maggiore. Le nacchere a macchina sono più indicate per i suonatori di orchestra, che possono suonarle con maggiore comodità.
Uso
Usate in modo particolare nelle danze mwcqfolkloristiche mwcgspagnole e mwcwportoghesi, le nacchere hanno trovato impiego anche nell'mwdaorchestra. Sono diffuse soprattutto in Spagna, dove sono chiamate mwdqcastañuelas o mwdgpalillos e sono tuttora usate per ricreare un'atmosfera romantico-spagnola antica, in particolare per il mwdwflamenco. In Italia centro meridionale prendono diversi nomi, mweascattagnoli o mweqscattagneti in Sicilia, mwegciucchelarelle in Abruzzo, mwewcastagnolë in Puglia, mwfataulittas in Sardegna, e trovano largo impiego in danze tradizionali come la mwfqtarantella sorrentina,cite-ref-facchin-2-7[2] quella mwggcampana in genere e la mwgwtammurriata.cite-ref-3[3]
La tradizione campana del ballo della tammurriata, così come quella mwiqgarganica nella rispettiva tarantella, prevede l'utilizzo delle coppie di castagnette nelle mani dei danzatori e delle danzatrici. Diverso è invece l'uso che se ne fa in altre zone, come nella mwigBassa Murgia, nelle Marche o in Calabria, dove vi è l'utilizzo della castagnetta monocoppia: tenuta salda in una mano attraverso il laccio, la castagnetta viene percossa sulle dita dell'altra mano. Questo utilizzo è esclusivo di chi suona e non è previsto il suo utilizzo durante il ballo.
Sono state utilizzate per evocare un'atmosfera spagnola nell'opera mwjamwjqCarmen di mwjgGeorges Bizet, nella cui partitura è specificato che dovrebbero essere suonate in scena dalla stessa protagonista. Nella mwjwDanza dei sette veli dell'opera mwkamwkqSalomè, mwkgRichard Strauss utilizza le nacchere per creare un'atmosfera che ricordi le danze antiche. Nel mwkwbaccanale di mwlamwlqTannhäuser di mwlgRichard Wagner le nacchere danno risalto alle danze e al ritmo. Sono utilizzate nell'opera mwlwmwmaL'Heure espagnole di mwmqMaurice Ravel, nel movimento mwmgIberia che fa parte della mwmwsuite mwnamwnqImages pour orchestre di mwngDebussy, nella composizione per orchestra mwnwmwoaEspaña di mwoqEmmanuel Chabrier. Si trovano nell'opera mwogmwowLa vida breve e nel mwpaballetto mwpqmwpgIl cappello a tre punte di mwpwManuel de Falla.cite-ref-facchin-2-8[2]
Una variante insolita fatta in metallo rispetto al modello standard di nacchere viene utilizzata nell'opera mwrqLes Choéphores d'Eschyle di mwrgDarius Milhaud. Altre opere importanti in cui sono previste le nacchere sono il mwrwmwsaCapriccio spagnolo di mwsqNikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, il mwsgConcerto per due pianoforti e orchestra in re minore di mwswFrancis Poulenc, il mwtaTangollen di mwtqKarl Jenkins e il balletto mwtgLa cioccolata - Danza spagnola, nell'atto II dell'opera mwtwmwuaLo schiaccianoci di mwuqČajkovskij.
Note
cite-note-11. ↑ mwwamwwqmwwgNacchera, su mwwwtreccani.it, mwxaIstituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani - sinonimi e contrari.
cite-note-33. ↑ mw4gmw4wmw5aTammurriata, su mw5qtreccani.it, mw5gVocabolario Treccani.
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